
"trasforma ciascun
brano in un'opera persuasiva e ricca di atmosfera attraverso
la sua sicurezza tecnica e la naturalezza propulsiva"
Los Angeles Times
(USA)
"suona con grande
leggerezza e flessibilità, con tocchi delicati e una tecnica
dolcemente raffinata. Cattura il pubblico che ascolta con grande
concentrazione"
The New York Times
(USA)
"un musicista immensamente
promettente"
The Washington Post
(USA)
"qualsiasi cosa
suoni, lo si creda o no, diventa un capolavoro"
Classical Guitar
(Gran Bretagna)
"Un ospite eccezionale...
Nel far musica Segre fa vera poesia: la difficoltà che
lo strumento pone alla realizzazione del legato con lui sparisce,
perché le pause sono ricche di senso, davvero parte della
musica, e tutto diventa un arco melodico ampio e intenso: da questo
punto di vista il Preludio di Villa-Lobos suonato come bis era
una gemma preziosa che valeva quasi l'intera serata"
La Stampa (Italia)
"l'esecuzione è
lucida, la tecnica perfetta, la concentrazione assoluta,
l'intelligenza musicale sottile e vigile"
Il Giornale (Italia)
"un artista sensibile
completamente a suo agio con il proprio strumento"
The Jerusalem Post
(Israele)
"uno dei rari talenti
che compaiono di tanto in tanto per servire e far conoscere l'universo
musicale"
Il Sole-24 Ore (Italia)
"UNA LEZIONE DI VIRTUOSISMO.
Lunedì sera al Tahar Haddad cultural club, gli amanti della musica classica hanno trovato ad aspettarli
un raro e prezioso programma di musica ispirata e ricca di colore, suonata da uno dei più famosi
virtuosi della chitarra.
La musica non solo mostra il primato della melodia ma porta con sé l'esplorazione sistematica dei
sentimenti personali dell'interprete. Questi ha vibrato insieme con la musica in un silenzio quasi
solenne, tenuto da un pubblico conquistato dalla magia dell'interpretazione."
Le Renouveau
(Tunisia)
"Chitarra intima
e sensibile. Emanuele Segre entusiasma un pubblico di giovani
alla Kammermusiksaal ...La sala da concerto per la musica da camera
nel complesso della Filarmonica di Berlino era colma soprattutto
di giovani. Il chitarrista italiano, Emanuele Segre, ha incantato
il pubblico con un giusto equilibrio di vecchio e di nuovo affrontato
con grinta ed evidente partecipazione... La 'Rossiniana' di Mauro
Giuliani gli ha dato l'occasione di dimostrare la sua abilità
nel trasformare la chitarra in orchestra, dove i dialoghi a due
voci sono interpretati con precisione ed agilità. L' 'Homenaje'
dedicato da De Falla alla memoria di Debussy è stato
cesellato con profili perfetti e con arpeggi fermati improvvisamente
e drammaticamente; mentre i 'rubati' fornivano la testimonianza
di un forte desiderio di espressione... Nella Pavana di Ravel
sono stati raggiunti grandi momenti di intima bellezza. Per concludere,
le musiche infuocate di Albeniz e di Villa Lobos - il cuore che
batte per la chitarra non poteva chiedere di più"
Der Tages Spiegel
(Germania)
"considerato da
molti il successore di Segovia "
Corriere della Sera
(Italia)
"...Emanuele Segre
ha suonato con precisione e calore... e ha accompagnato brillantemente
il coro che cantava i poemi di Lorca..."
New York Times (USA)
"si rimane impressionati
dall'atmosfera di grande virtuosismo che lo circonda. Bravissimo!"
Gitarre und Laute
(Germania)
"...Emanuele Segre
conduce l'ascoltatore al proprio repertorio senza bisogno di sedurre
con trucchi tecnici. È un musicista purosangue e suona
con grande abilità... Non è facile essere efficaci
con Poulenc o Milhaud: ci vuole molta più forza persuasiva
per indurre il pubblico ad ascoltare. Segre compie ciò
con grande successo: gli ascoltatori sono in sua balìa!"
Gitarre und Laute
(Germania)
"...un CD nobile
e meditativo. Come riesca a trovare sulle stesse corde suoni così
diversi, dal canto più vibrato a un tintinnare lontano,
è mistero che solo il talento spiega..."
Corriere della Sera
(Italia)
"...Spingersi al
limite estremo dell'idea musicale, osare tutti i rischi, cercare
il piacere, amare gli eccessi: questo è il temperamento
di Emanuele Segre, il chitarrista italiano la cui carriera continua
ad affermarsi. Lo provano i suoi numerosi concerti attraverso
tutto il mondo"
Les Cahiers de la
guitare et de la musique (Francia)
"Atmosfera indimenticabile
con la chitarra di Segre ...La lirica qualità delle esecuzioni
di Segre, che con squisita naturalezza ha saputo distillare musiche
e autori diversi con i filtri di una sensibilità accesa
e ricca di rispondenze ad ogni minima sollecitazione in una trama
fittissima di segni e sfumature. Soprattutto l'arte sopraffina
del dettaglio che diventa, al tempo stesso, immedesimazione e
segnale di un percorso interpretativo di straordinaria intelligenza,
così come espressione di un virtuosismo strumentale eccitante
e mai fine a se stesso"
Il Resto del Carlino
(Italia)
"...Dobbiamo essere
grati a Emanuele Segre per la registrazione di questi pezzi di
musica francese che sono spesso conosciuti solo attraverso i loro
titoli e che meritano ben più dell'oblìo..."
vigore e perfetta sensibilità insieme, una sensibilità
che ritroviamo in tutto questo splendido CD..."
Les Cahiers de la
guitare et de la musique (Francia)
"Mani virtuose
sulla chitarra... a fianco di una tecnica robusta, Segre pone
un suono pulito, sorretto da un buon volume che fa apprezzare
i particolari delle diverse sonate ed esalta fioriture e cadenze
...La Rossiniana mette alla prova il suo virtuosismo con un campionario
di difficoltà quasi da manuale. Ma Segre è bravo
davvero: passa con nonchalance sopra la complessità della
scrittura, aggiunge di suo una sensibilità palpabile e
immediata, va oltre la semplice esibizione di perizia tecnica,
proponendo una interpretazione fresca e immediata... A tutto Segre
ha dato il senso di una interpretazione vissuta con partecipazione
intensa, regolata da una tecnica magistrale, giustamente riconosciuta
ed applaudita"
L'Unione Sarda (Italia)
"Segre, le virtuose
armonie ...Segre è un musicista innamorato della
sua chitarra e affida alle sei corde tutto il suo talento. E talento,
Emanuele ne ha da vendere. Accompagnato da un curriculum di tutto
rispetto, Segre sa di poter contare su una tecnica senza esitazioni,
come su una maturità interpretativa che gli
permette di spaziare in un repertorio vasto, tra fantasie virtuosistiche
e potere evocativo. Elegante apertura con le note chiare e preziose
della Ciaccona di Weiss... Brillante, ironica, incalzante la sua
lettura della Rossiniana di Giuliani, in una tavolozza di colori
gestiti con maestrìa e intelligenza...nelle pagine di Villa-Lobos,
con malinconia sottile e dolcemente misteriosa, Segre ha raccontato
fra inquietudini vibranti e cantabili dolcezze, esplorando ogni
ombra, ogni sfumatura..."
La Nuova Sardegna
(Italia)
"Un concerto indimenticabile.
...L'intensità interpretativa fuori dal comune e la padronanza tecnica hanno
permesso di dare al pubblico un'altra prova dei poteri della chitarra. Nelle
mani giuste, questo strumento dal suono debole può diventare completo ed espressivo
come e forse anche più di un pianoforte ...non è impresa per tutti caricare
di intensità i toni acuti e gli esili armonici naturali della chitarra, dove
occorre semplicemente sfiorare. Emanuele Segre, invece, lo ha reso possibile,
portando le corde a risultati insperati"
Il Resto del Carlino (Italia)
"...virtuosismo e vigore espressivo
si uniscono a colori generosi e a un senso del fraseggio che sostiene la tensione
emotiva di tutto un pezzo... il suo senso del ritmo è eccellente e abbonda di
idee interpretative che realizza con voluttà... È una voce autentica nel mondo
del concertismo chitarristico della nuova generazione..."
Les Cahiers de la Guitare et de
la musique (Francia)
"Ospite solista della serata, è
stato il chitarrista Emanuele Segre, che ha eseguito il celebre Concierto de
Aranjuez per chitarra e orchestra di Joaquin Rodrigo, dimostrando ancora una
volta il suo grande talento e la sua innata musicalità. Tecnicamente
perfetto, Segre si muove con estrema familiarità attraverso le linee
melodiche e ritmiche del brano. Nel malinconico Adagio, con dolci e leggerissimi
pizzicati, le corde della sua chitarra vibrano delicatamente evocando un clima
intimamente lirico, ma senza patetici abbandoni, sempre con lucida e precisa
intuizione. Agile e morbido, il chitarrista regala al pubblico anche il bel
Preludio di Villa-Lobos, eseguito fuori programma"
Il giornale della Sicilia (Italia)
"I concerti di chitarra classica non suscitano la mia simpatia (…), ma Emanuele Segre è riuscito a farmi cambiare opinione. Non soltanto la sua performance si è rivelata eccezionale nella pur modesta acustica della baracca Nissen che prigionieri di guerra italiani costruirono mezzo secolo fa. Il suo programma, messo insieme con intelligenza, era tale da convincere anche i più scettici."
The Herald (Gran Bretagna)
"Con la musicalità, la
maestria tecnica e la raffinatezza di gusto che gli sono proprie, Emanuele
Segre mette il suo strumento in condizione di esprimere un ventaglio ricchissimo
di idee, di colori ... Pochi minuti d'ascolto furono sufficienti per
avvertire che la chitarra di Segre andava cantando tutte le delizie, insieme
popolaresche e sofisticate, del Capricho catalán di Albéniz"
La natiòn (Argentina)